La gente ha paura!

Ho scritto in una decina di case diverse, nessuna abitata per più di qualche mese. Tutte piccolissime e dannatamente buie. Le avrei volute più spaziose, più luminose, un balcone, un terrazzo: lo desideravo come un tempo avrei desiderato viaggi, orizzonti lontani. Una possibilità di uscire, respirare, guardarmi intorno. Ma nessuno me le affittava. Non potevo scegliere, non potevo girare per cercarle, non potevo nemmeno decidere da solo dove abitare. E se diventava noto che io stavo in quella via, in quella casa, allora ero costretto subito a lasciarla. Ti presenti a vedere l’appartamento che con fatica i carabinieri hanno selezionato cominciando pure a mediare col proprietario, ma appena quello ti riconosce le risposte si assomigliano:
<<La stimo moltissimo, dottore, ma non posso proprio mettermi nei guai, ho già molti problemi.>>
oppure…
<<Fosse per me non ci sarebbero problemi, è che ho dei figli, sa devo pensare alla loro sicurezza…>>
e la terza e ultima…
<<Io glielo darei anche gratis, ma il condominio mi metterebbe in croce. Capisce, qui la gente ha paura…>>

(tratto da “La bellezza e l’inferno” di Roberto Saviano)

La bellezza e l'inferno di Roberto Saviano

Non vorrei finire come lei per colpa del denaro…

Wall Street, il denaro non dorme mai

Non vorrei finire come lei per colpa del denaro…

Premessa
Wall Street, il denaro non dorme mai – L’ho visto, l’ho rivisto, e ho pensato: chissà quante opinioni simili ci saranno già su ciao.it, così ho deciso di fare un’opinione diversa, ho deciso di riportare alcune frasi, alcuni dialoghi… una sorta di “le frasi più importanti del film”, e ho pensato di analizzarlo dal punto di vista di uno scrittore ma senza raccontarvi il finale, alla fine è un opinione su un film che dovete ancora vedere, che bello c’è a sapere già tutto. Io dal canto mio cercherò solo di raccontarlo nella speranza di invogliarvi a vederlo perché credetemi, il film merita… E allora, senza altri indugi iniziamo…:)

Alcuni dati sul film
“Wall Street: Il denaro non dorme mai” è il sequel del film “Wall Street” del 1987, vincitore di due oscar: miglior attore (Michael Douglas) e un David di Donatello per miglior attore straniero sempre a Michael Douglas.
Diretto da Oliver Stone e interpretato da Michael Douglas e Shia LaBeouf, il film è da alcuni giorni in programmazione nelle sale dei cinema italiani. Negli Usa invece è uscito il 24 settembre con il titolo (originale) “Wall Street: Money Never Sleeps”.

Il film…
Siamo nel 2001. Gordon Gekko (Michael Douglas) esce di prigione dopo aver scontato la pena per le frodi attuate a Wall Street, ma a differenza degli altri scarcerati, nessuno lo attende all’uscita.
Nella solitudine di Gordon emerge solo una voce fuori campo…
““Alcuni dicono che è stato solo il caso, altri che c’era un disegno, chi può saperlo…”“
La voce è di Jacob Moore. Presto scopriremo chi sia questo personaggio…

Passano sette anni. Siamo nel 2008 adesso.
Gordon Gekko si è buttato sulla scrittura. Sfruttando i suoi trascorsi nel campo della finanza pubblica un libro contenente considerazioni e riflessioni sul passato e sul presente non solo della finanza americana ma anche della finanza mondiale intitolandolo “L’avidita è buona?”

Per capire bene il perché ne sappia così tanto di finanza al punto di essere considerato un idolo dai giovani, facciamo un salto nel primo film.
Prendiamo la nostra DeLorean, superiamo gli 80 all’ora e andiamo nel 1987…
(attenzione, spoiler per chi non ha visto il primo film “Wall street” e ha intenzione di vederlo)

Gordon Gekko (Michael Douglas) è un finanziere senza scrupoli il cui unico scopo nella vita è quello di fare soldi. Bud Fox (Charlie Sheen), detto Buddy è invece un bravissimo broker che non vede l’ora di arrivare al successo. Dopo molti tentativi riesce a conoscere Gordon e a fornirgli delle informazioni riservate, che in America sono proibite dalla legge. Grazie a queste informazioni rivelate a Gordon ottiene il successo tanto desiderato.
Il padre di Buddy è invece un uomo onesto che disapprovato totalmente il modo di agire del figlio arrivando fino allo scontro che porterà il padre ad avere un infarto. Dopo il successivo infarto del padre, Buddy si pente di come sia arrivato ad avere tutto, e decide di allearsi con il peggiore rivale di Gekko, che riesce a fargli perdere un affare importante. Nel frattempo Buddy viene arrestato sotto l’accusa di aver violato la legge. Quando Buddy viene rilasciato provvisoriamente, incontra Gekko che lo aggredisce picchiandolo duramente rinfacciandogli la sua ingratitudine per tutto ciò che ha avuto grazie a lui. Gekko però commette un fatale errore, rivela importanti notizie che saranno poi fondamentali per incriminarlo (inizialmente per tredici mesi, come capiremo nel sequel, ci rimase fino al 2001 per via di una soffiata ai federali di uno dei suoi soci).

Torniamo nel 2008
Incredibilmente sembra che il carcere gli abbia giovato, sembra infatti un nuovo Gekko, una persona migliore. Una persona capace di dare importanti consigli ai giovani di tutto il mondo…
Gordon Gekko alla presentazione del suo romanzo in una facoltà, riferendosi proprio ai giovani, esordisce così:

““Siete nella cacca fino alle orecchie. Ancora non ve ne rendete conto ma siete la generazione del tre niente: niente lavoro, niente reddito, niente risorse. Davvero un gran bel futuro…”“
Alla presentazione è presente anche il personaggio della voce fuori campo di prima, Jacob Moore.

Ma chi è Jacob Moore?
Jacob è un giovane, brillante broker, fermamente convinto che il futuro sia l’energia pulita e crede per questo in un progetto proprio finalizzato alla creazione di energia pulita, che manca però di finanziamenti, stimati a cento milioni di dollari.
Zabel, il suo capo, mentore e figura paterna, viene messo in gravi difficoltà dalla diffusione di voci finalizzate alla sua eliminazione dal mercato, voci che porteranno al quasi fallimento di una delle maggiori banche mondiali portando alla perdita del lavoro di quindicimila persone. Zabel, non reggendo la pressione, decide di farla finita togliendosi la vita.

Ma torniamo alla presentazione…
C’è una cosa che non sapete ancora. Jacob e Gekko non si conoscono ma hanno una cosa in comune, Winnie.

Come penso starete intuendo, Winnie è proprio la figlia di Gekko e la ragazza di Jacob.
Ma Gekko e Winnie non si parlano ormai da anni, da quando il fratello si suicidò. La ragazza incolpa il padre perché assente per la detenzione non ha potuto vivere in prima persona il brutto momento del fratello e quindi ha solo potuto agire passivamente dal carcere.
Jacob rimane affascinato dalle parole di Gordon decidendo (pur sapendo che Winnie non sarebbe per nulla d’accordo) di fare la conoscenza del futuro suocero.

All’uscita della presentazione…
Jacob rincorre Gordon dicendogli:
““Mi chiamo Jacob Moore e sto per sposare sua figlia!”“
““E lei lo sa?”“ chiede Gordon.
““Beh, sembrava d’accordo…”“ risponde Jacob.
Gordon gli concede dieci minuti.

““Cosa pensi del denaro Jake? Lei ti piace?”“ chiede Gordon.
““Se lei mi piace? Beh, non ho mai pensato al denaro al femminile…”“ dice Jacob.
““Ohhhh… Di notte se ne sta nel letto accanto a te e ti osserva con un occhio sempre aperto… Il denaro è una puttana che non dorme mai ed è gelosa e se non stai attento e la riempi di attenzioni un bel giorno ti svegli e lei se né andata per sempre…”“
Jacob: ““Con tutto il rispetto non vorrei finire come lei per colpa del denaro…”“
Tra il più e il meno Gekko gli fa capire chiaramente che a mettere in giro le voci che finirono per portare al suicidio Zabel era stato Bretton James, mentre Jacob si offre per aiutarlo a rimettere in piedi il rapporto con Winnie.
Jacob fa qualche ricerca e scopre che è stato davvero Bretton James a diffondere quelle voci. Così decide di vendicarsi e ripagarlo con la stessa moneta. Riesce da solo a mettere in piedi un passaparola che fa perdere una bella percentuale (calcolata in centoventi milioni di dollari) al titolo della banca di Bretton, il quale scoprendo che era stato Jacob invece di dargli addosso gli offre l’opportunità di lavorare per lui.

““Qual è il prezzo?”“ chiede Jacob.
““Comincerà con trecento, io come socio ne guadagno seicento più i bonus…”“
Jacob lo interrompe.
““No, qual è il suo prezzo… Quello che le servirebbe per mollare tutto e vivere. Se è vero che ogni uomo ha un prezzo e di solito è una cifra tonda, allora qual è il suo?”“
““Di più…”“ risponde Bretton.
Dopo un colloquio con Gekko nel quale avviene un accordo (Gekko cercherà di scoprire informazioni su Bretton e Jacob farà di tutto per farlo riavvicinare a sua figlia) decide di accettare il lavoro con la speranza di riuscire a far investire Bretton nel progetto sull’energia pulita che sta seguendo…

Piccolo consiglio: se volete vederlo io vi consiglio di fermarvi qui con la lettura, ma se siete troppo curiosi e volete continuare a leggere non temete, non ci sarà alcun finale svelato…

Jacob riesce a convincere Winnie ad incontrare suo padre, così organizza una cena. All’inizio della cena Winnie si alza dal tavolo e se ne va, rincorsa subito da Jacob.

““Perché me lo hai fatto fare Jake? Non capisci? Non sono cose che ti riguardano!”“
““Invece sì! Fermati e cerca di essere oggettiva! E’ un padre che soffre, un uomo che vuole riavere sua figlia.”“
““Non è come pensi Jake!”“
““Le persone cambiano! E’ passato molto tempo Winnie.”“
““Ci farà del male! Non tornare là dentro…”“

Prima curiosità
Charlie Sheen ha una piccola parte sempre nel ruolo di Bud Fox. Incontra Gekko per caso ad una serata di beneficienza per gli uomini di Wall Street. Tra il più e il meno resta significativa l’ultima frase di Buddy prima di andare via:
““Sta fuori dai guai!”“

Seconda curiosità
Vi ricordate chi interpretava il brutto nel leggendario film “Il buono, il brutto e il cattivo”? Sì, proprio lui, Eli Wallach, adesso novantacinquenne, che troviamo nei panni di Jules Steinhardt.
Sarà questo il motivo per cui la suoneria del telefonino di Jacob è proprio quella di Ennio Morricone del celebre film prima citato?

Torniamo al film…
Dove eravamo rimasti? Ah sì, la cena finita male…
Jacob ci riprova. Riesce a far avere a Gekko un biglietto per la serata di beneficienza. Alla fine dopo un’accesa discussione tra Gekko e Winnie, lei decide di perdonarlo…

““Se non fossi stato in prigione sarebbe stato diverso!”“
““Winnie, tu non puoi neanche immaginare quanto possa essere forte il mio senso di colpa per tutti gli errori che ho commesso come padre… Ruthy era una vittima, era un ragazzo fragile, ma non puoi dare la colpa di questo a me e non puoi darla nemmeno a te stessa… …Tu sei tutto ciò che mi resta e non conta nient’altro. Non posso cambiare il passato, ma posso provare a migliorare il futuro!”“
…mentre Jacob è ormai sicuro dell’investimento di Bretton nel progetto dell’energia pulita.

Tutto sembra andare per il meglio, ma ci sono guai pensanti in vista…
Arriva l’effetto domino. Arriva ciò che il vecchio volpone Gekko aveva previsto.
Dalla voce del telegiornale… “Carneficina a Wall Street. Le quotazioni dei maggiori titoli finanziari stanno crollando scatenando la corsa alla vendita sui mercati e il danno è di dimensioni enormi!”
Per le banche americane si parla di un’emorragia di 700-800 miliardi di dollari…

Arrivati a questo punto spero di aver scatenato in voi la voglia di vedere questo film. Io per oggi mi fermo qui lasciandovi con degli interrogativi…
Ma Gekko è davvero diventato buono? Davvero voleva solo ritrovare sua figlia?
Adesso che è arrivata una così terribile crisi finanziaria come farà Jacob ad avere il finanziamento per il suo sogno?
Riusciremo a scoprire l’enigma del primo film? Ovvero, chi ha incastrato Gordon Gekko facendo quella soffiata ai federali?

Questo e molto altro vi aspetta nella visione di WALL STREET: IL DENARO NON DORME MAI!

Vi lascio con l’ultima riflessione di Jacob che intercede la scena finale
““Qual è la definizione di follia? E’ il ripetere continuamente la stessa azione e aspettarsi un risultato diverso. Se è così quasi tutti noi siamo folli, ma non nello stesso momento. E confidiamo proprio in questo, ma questo modo di vivere può durare se sempre più individui impazziscono nello stesso momento? Diventa come ha detto Gordon sistemico, come il cancro. E poi che succede? Come ho detto, la madre di tutte le bolle è stata l’esplosione cambriana… …le bolle sono evolutive, eliminano il superfluo, ma loro non muoiono, tornano sotto forme diverse! E quando esplodono portano sempre a un cambiamento, dando vita ad una nuova era…”“

Alcuni link utili
Trailer ufficiale in italiano
Trailer ufficiale in lingua originale
Coming soon

USCITA AL CINEMA IN ITALIA: 22/10/2010

In ultima analisi
“Il denaro non dorme mai” è un degno erede del film dell’87. Ci riporta la situazione veritiera della finanza mondiale e il prospetto per noi giovani con la frase sulla generazione del tre niente: niente lavoro, niente reddito, niente risorse. Ma è davvero questo il futuro che ci attende? Questo film oltre a metterci in guardia su cosa possa attenderci nel nostro futuro, cerca di portarci sull’onda di come alcune persone riescono a mettere sempre e comunque al primo posto l’avidità mentre altre cercano solamente di fare la cosa giusta sperando fino all’ultimo nei sogni e nel cambiamento e nella trasformazione dell’avidità in amore…

Articolo pubblicato anche su Ciao.it
http://www.ciao.it/Wall_Street_2

Un R.M.G. per i problemi creati dalla disoccupazione

Un R.M.G. per i problemi creati dalla disoccupazione

Un R.M.G. per i problemi creati dalla disoccupazione

Bene, per capire al meglio di cosa si parla e dove si vuole arrivare iniziamo da una semplice domanda:

Cos’è il reddito minimo garantito (R.M.G.)?
Il reddito minimo garantito è un sostegno economico per le famiglie al di sotto di un certo reddito o a reddito zero in cambio della partecipazione dei beneficiari a programmi d’inserimento mirati e personalizzati che comprendono anche l’impegno degli stessi in attività di utilità sociale.

Un po’ di storia…
Venne istituito per la prima volta nel 1998 con il Decreto N° 237, ma a livello sperimentale per tutte le regioni. All’epoca venne denominato “Reddito Minimo di Inserimento”.
Successivamente, finita la sperimentazione statale nei loro piani sociali, lo hanno mantenuto sotto forma di reddito di cittadinanza o RUI (reddito di ultima istanza). Il governo Berlusconi non ha purtroppo approvato il ri-finanziamento del sostegno economico.

Nel 2009 nel lazio…
Esattamente un anno fa, la regione lazio mise in atto nuovamente la possibilità per i cittadini laziali di poter usufruire di tale reddito. C’è però da dire che i tempi per le richieste furono molto brevi (dal primo al trenta settembre) e con termini abbastanza restrittivi, come ad esempio avere residenza da almeno 24 mesi nella Regione Lazio, età compresa solamente tra i 30 e i 44 anni, non avere maturato i requisiti per il trattamento pensionistico, ecc. Il reddito minimo garantito per la regione lazio prevedeva un sostegno mensile economico di 580 euro, alcune prestazioni indirette come la circolazione gratuita sui mezzi pubblici locali e la gratuità dei libri di testo scolastici.

Perché se ne riparla…
Il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Taranto, per la festa tematica del Pd dedicata al lavoro, ha lanciato la proposta di introdurre “un salario minimo garantito per legge a tutela di chi non ha un contratto nazionale di lavoro”. Bersani ha affermato che “non possiamo farci raccontare la seguente favola: che prima ci vuole la crescita e poi arriverà il lavoro. Bisogna che ribaltiamo il ragionamento, se vogliamo un po’ di crescita noi dobbiamo dare un po’ di lavoro, altrimenti vivremo sempre in sofferenza”.

Cosa propone esattamente Bersani
Bersani propone di introdurre una legge al fine di garantire un salario minimo al lavoratore che nel momento in cui riceve l’erogazione salariale non ha un contratto nazionale di lavoro e quindi risulta disoccupato. Quindi il salario non andrebbe ad ogni disoccupato ma solo al disoccupato per causa maggiore, cioè al disoccupato che si trova senza un lavoro non per causa sua ma costretto a subire tale condizione.

La situazione all’estero
Il salario minimo garantito esiste già in molti altri paesi europei, ai fini di migliorare la situazione economica e sociale di molte persone disoccupate o comuqnue povere. Viene a loro garantito un salario minimo come forma di sussidio. A beneficiarne sono coloro che non hanno un lavoro o che hanno un reddito basso.

Introdurre un reddito minimo garantito per redistribuire il benessere ma senza creare sprechi?
Io partirei dall’idea che se all’estero l’hanno fatto ottenendo buoni risultati, perché non dovremmo farlo anche in Italia? Invece di sperperare denaro (il nostro denaro) in cose inutili (il più delle volte è così), tutta la classe dirigente politica (quindi non solo maggioranza o opposizione) dovrebbe fare una bella riunione speciale per decidere una buona volta, senza ulteriori indugi e senza alcun dipo di opposizione, di introdurre la stessa misura utilizzata dagli altri paesi europei…

I vantaggi che porterebbe il salario minimo garantito
La garanzia di un reddito minimo permetterebbe alle famiglie usufruenti di garantire ai figli quanto meno la minima educazione scolastica e una casa decente. Il tutto porterebbe ad andare a limare sempre di più una altrimenti discesa verso l’analfabetismo che è simbolo di alta percentualità di disoccupazione o lavoro in nero.
Un altro fattore che gioca a suo favore è che si andrebbero a limare anche quelle disuguaglianze create dalla distribuzione attuale del benessere. Limare le disuguaglianze potrebbe anche ridurre gli sprechi delle risorse…

In conclusione
Il salario minimo garantito come forma di sussidio per coloro che non hanno un lavoro o che hanno un reddito basso porterebbe molti vantaggi al paese, ma attenzione a non farne un cattivo uso: avere un piccolo stipendio garantito non vuol dire adagiarsi sugli allori (si fa per dire) di disoccupato, significa avere un comodissimo aiuto statale mentre si è alla ricerca di un’occupazione per chi è senza lavoro o di un’occupazione migliore per chi ha un reddido basso!

Articolo pubblicato anche su Ciao.it
http://www.ciao.it/Disoccupazione

Chi violenta è un assassino dell’anima!

Chi violenta è un assassino dell'anima!

Chi violenta è un assassino dell’anima!

La violenza sulle donne è un tema abbastanza delicato e credo che per poter esporre al meglio i fattori scatenanti bisogna innanzitutto soffermarsi su qualche punto. La prima cosa che in assoluto mi preme dire è che il silenzio uccide anima e corpo più della violenza stessa! Convivere con una violenza è la reazione più errata in assoluto. Molti, moltissimi invece i casi di violenze non denunciate.

Ecco alcune cifre riportate da wikipedia:
Il 93% delle violenze perpetrate dal coniuge non viene denunciata; la percentuale sale al 96% se l’autore non è il partner. Adesso c’è da mettere in risalto un altro punto: chi violenta è un assassino dell’anima e merita di essere valutato come chi commette un omicidio.

Brevi cenni storici
Ci sarebbe molto da dire sulla storia delle violenze sulle donne ma mi soffermerei soltanto sulla sostanza e cioè che da sempre in molte culture del mondo le donne sono state spesso discriminate. In alcuni casi addirittura veniva loro riconosciuta soltanto la possibilità di procreazione, cura della prole e della famiglia.

Ricerche degli ultimi dieci anni (da wiki)
Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza contro le donne è endemica, nei paesi industrializzati come in quelli in via di sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o culturali, e a tutti i ceti economici. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. E il rischio maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti dagli amici: vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio.

Parità
Nelle società e nei contesti culturali in cui le donne hanno avuto l’opportunità d’esprimere i propri talenti, hanno dimostrato di poter ottenere gli stessi risultati degli uomini, arrivando in molti campi a superarli, dimostrando così l’infondatezza delle discriminazioni a differenza di molte altre donne le quali non hanno avuto l’opportunità di esprimere i propri talenti.

Violenza domestica
Sulla violenza domestica c’è da dire che chi subisce una violenza difficilmente andrà a denunciare il fatto. Il perché va ricercato nel loro animo; magari hanno paura, soprattutto per i figli (se ci sono), o magari non hanno fiducia nelle forze dell’ordine, oppure, cosa peggiore, ritengono che quanto accaduto sia una questione privata e quindi non ha bisogno di essere portata sotto i riflettori.
Fortunatamente adesso, anche in Italia, la legislazione contro i maltrattamenti prevede la procedibilità d’ufficio.

Violenza a lavoro
Le donne sono esposte nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro a molestie e abusi sessuali, a stupri e a ricatti sessuali. In particolare verso le lesbiche sono agiti i cosiddetti “stupri correttivi”.

Cosa sono gli stupri correttivi?
Gli stupri correttivi sono quelle violenze effettuate sulle donne lesbiche al fine di riportarle sulla (come viene definita dagli stupratori e non solo, purtroppo) “retta via”.

Fattori scatenanti
Cerchiamo di capire i reali fattori scatenanti partendo da un tentativo di elencare le cause che secondo gli esperti possono scatenare le violenze sulle donne:

C’è chi usa la bellezza femminile come responsabile degli stupri. Questa a mio avviso è un’affermazione del tutto errata, anche perché le violenze vengono fatte anche a donne che magari non sono bellissime e non cercano in nessun modo di provocare. Alcuni danno la colpa alla subordinazione femminile e al mantenimento delle donne lontano dai posti di comando. Altri affermano che la violenza contro le donne nasce e continua in relazione alla identificazione del genere femminile, come una categoria con un ruolo fissato dalla società degli uomini. Le cause secondo me non vanno ricercate sul ruolo che l’uomo avrebbe etichettato alla donna sin dall’antichità e non vanno nemmeno ricercate sul fatto che una donna attiri una violenza su di sé per il modo in cui veste o cammina, ecc, ecc. Il fattore scatenante va ricercato nella mente dell’uomo, anzi in quella parte malata della mente dell’uomo, quella parte che dorme in molti uomini e che rimarrà chiusa nella scatola per tutta la durata della vita, ma che invece viene aperta da chi si lascia influenzare dal sessismo, dal potere, dalla voglia di possedere, dalla voglia di vedere una donna ridotta alla fragilità più totale. Il fattore scatenante è l’uomo e la mentalità con cui viene cresciuto o da cui si lascia influenzare nel corso della propria vita…

Tipi di violenza
I tipi di violenza sulle donne possono essere non solo stupro, ma anche botte, femminicidio, stalking, l’uso della tecnologia. Su quest’ultimo c’è da dire che viene usato dalle nuove generazioni, attraverso delle foto hard o dei filmati utilizzati per vendetta contro le fidanzate, mogli, ex fidanzate ex mogli, amiche o ex amiche.

Come prevenire le violenze
Purtroppo le violenze sulle donne ci sono sempre state e se si vuole un cambiamento per fermare ciò si deve pensare a un modo per guarire la parte malata che risiede in molti uomini e che scatena la violenza. Bisognerebbe partire dal dare in ogni parte del mondo stesso potere alla donna. Inculcare a tutti che uomo = donna. Ma non che l’uomo debba accettare per forza di cose che la donna debba avere gli stessi diritti, ma che meriti di avere gli stessi diritti.

Bisognerebbe anche sensibilizzare sul fatto che oltre a meritare l’assoluta parità, la donna va intesa anche come madre e la madre ci mette al mondo. Violenteresti mai tua madre?
La donna partorisce ed è costretta a sopportare dolori pazzeschi per mettere al mondo un’altra vita.
Ed io vorrei mettere in evidenza proprio questo punto: la donna e solo la donna può dare alla luce un’altra vita…

Se vista dalla giusta prospettiva l’uomo non dovrebbe avere il complesso di superiorità, ma quello di inferiorità…

Articolo pubblicato anche su Ciao.it
http://www.ciao.it/Violenza_sulle_donne

Come promesso…

Ritornando a scrivere dopo due anni non potevo pretendere di ritrovare tutti gli amici di blog che mi seguivano (eccezione fatta per la mia sorellina Julia, nonché mia mentore e grande scrittrice…), ma ho fatto una promessa e quindi la manterrò, ogni settimana posterò qualcosa, spero mai banale e che possa essere utile per tutti, qualunque sia l’argomento trattato… Mi piacerebbe una rubrica, o un qualcosa del genere, per il momento scrivo su ciao.it e i miei articoli vanno (incredibilmente) troppo bene. Infatti oggi non voglio parlare né d’amore, né di destino, ecc ecc. Darò la possibilità a tutti gli utenti che non sono iscritti su ciao.it di commentare sia l’articolo sul reddito minimo garantito che è ancora (e non so spiegarmi come:)) al primo posto nella classifica dei più votati del mese, sia l’articolo sulla violenza sulle donne…

Un caro saluto a tutti.

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